Lo Studio Calesini riceve regolarmente pazienti inviati da colleghi odontoiatri: casi che superano l'ambito della pratica generale per complessità chirurgica, protesica, per la storia clinica pregressa o anche solo per le elevate aspettative del paziente. L'invio di un caso è un atto di responsabilità professionale verso il paziente, e merita termini chiari fin dal primo contatto. Questa pagina li espone per esteso, compreso quello che in genere si preferisce omettere, vale a dire come viene gestita la responsabilità clinica dopo la presa in carico.

Quali casi trovano indicazione

Deficit di volume osseo

Creste sottili o riassorbite giudicate non trattabili senza grandi ricostruzioni. Con l'approccio MTM (Management Tissutale Morfogenico), sviluppato dal Dr. Calesini, molti di questi casi sono trattabili senza innesti né membrane, in un'unica seduta chirurgica.

Ritrattamenti e fallimenti implantari

Perimplantiti avanzate, impianti malposizionati o in fase di fallimento, esiti di terapie precedenti con compromissione dei tessuti duri e molli. L'analisi causale del fallimento precede sempre la proposta terapeutica.

Agenesie dentali

Gestione implanto-protesica dei siti di agenesia, tipicamente in pazienti giovani con aspettative estetiche elevate e con esigenze di pianificazione a lungo termine.

Riabilitazioni protesiche estese

Riabilitazioni full arch e ricostruzioni complesse in cui la componente protesica, la gestione dei tessuti e il laboratorio richiedono un coordinamento specialistico unitario. Il laboratorio dello studio è in house.

Pazienti con aspettative dichiarate e marcate

Pazienti che esprimono aspettative estetiche o funzionali elevate e circostanziate, spesso già insoddisfatti di trattamenti precedenti o dell'assenza di una pianificazione esplicita. Il confronto sulle reali possibilità del caso e sui suoi limiti appartiene alla fase diagnostica, non a quella post-chirurgica: questi pazienti trovano risposta in un contesto dove la valutazione delle aspettative è parte integrante del percorso, non un margine da gestire.

È benvenuto anche l'invio della sola documentazione per un confronto diagnostico tra colleghi: in questo caso il confronto si conclude con un parere scritto e il paziente resta interamente in cura presso di Lei.

Come funziona l'affidamento del caso

01

Contatto e documentazione

Ci scriva a segreteria@studiocalesini.it indicando "Invio caso clinico" nell'oggetto, con la documentazione disponibile: CBCT recente (file DICOM), ortopantomografia, fotografie, breve sintesi anamnestica e dei trattamenti già eseguiti. Anche la documentazione incompleta è un punto di partenza utile: gli esami mancanti verranno eseguiti presso lo studio.

02

Valutazione scritta

Il caso verrà esaminato dal Dr. Calesini. Lei riceverà una risposta scritta con la valutazione di trattabilità e, se il caso rientra nell'ambito di competenze cliniche dello studio, l'indicazione del percorso proposto. Se il caso non rientrasse nella nostra sfera di competenze, glielo diremo con la stessa chiarezza.

03

Presa in carico completa

Se il paziente sceglie di procedere, lo studio assumerà per intero la responsabilità clinica del caso: diagnosi, terapia, follow-up e terapia di mantenimento. Su casi di questa complessità la responsabilità non si frammenta: chi esegue la riabilitazione ne risponde nel tempo, e il protocollo di mantenimento è parte integrante della terapia stessa, non un'appendice delegabile.

04

Documentazione al collega inviante

A conclusione del trattamento Lei riceverà, con il consenso del paziente, una relazione clinica documentata: diagnosi, terapie eseguite, esito e prognosi attesa. L'invio di un caso correttamente indirizzato è un merito professionale che il paziente riconosce a chi l'ha consigliato, e la documentazione lo attesta.

I termini, senza ambiguità

La responsabilità clinica non si divide

Dal momento della presa in carico, la responsabilità del trattamento e della successiva terapia di supporto saranno oneri a carico dello Studio Calesini. Il paziente inviato per un trattamento implanto-protesico complesso non viene rimandato al curante per il mantenimento: in queste situazioni cliniche, il mantenimento è un atto clinico che ne determina la prognosi a lungo termine e deve essere gestito da chi ha eseguito la riabilitazione e ne conosce ogni aspetto.

Preferiamo dichiararlo prima dell'invio, non dopo: il collega che ci affida un caso deve poterlo fare a condizioni note. Ciò che resta immutato è il rapporto del paziente con Lei ed il rapporto di collaborazione tra professionisti per i casi futuri.

Invii la documentazione del caso

Lo specialista

Dr. Gaetano Calesini

Medico chirurgo, specialista in medicina orale e protesi dentaria, odontotecnico diplomato. In attività privata a Roma dal 1979. Ha sviluppato l'approccio MTM, documentato su riviste peer-reviewed e nel volume "Implantoprotesi Biomimetica" (Quintessence Publishing). Direttore Scientifico del Master in Protesi Fissa 4.0 presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM). Presidente ASSO (Associazione Società Scientifiche Odontoiatriche), 2026-2027. Past President AIOP.

Profilo professionale completo →

Domande dei colleghi

Il paziente inviato torna da me dopo il trattamento?

No. Dalla presa in carico, la responsabilità clinica e la terapia di mantenimento sono esclusivamente dello Studio Calesini: su riabilitazioni complesse la fase di mantenimento determina la prognosi e la responsabilità non è separabile da chi ha eseguito il trattamento. Il rapporto del paziente con il Suo studio resta invariato per tutto ciò che non riguarda la fase di supporto post-trattamento.

Quale documentazione devo inviare per la valutazione?

CBCT recente (file DICOM) se disponibile, ortopantomografia, fotografie endorali, una breve sintesi anamnestica e l'elenco dei trattamenti già eseguiti. La documentazione incompleta non è un ostacolo: gli esami necessari verranno eseguiti presso lo studio in fase di valutazione.

Perché inviare un caso, se il paziente non torna per il mantenimento?

Perché il criterio è l'interesse del paziente: quando un caso supera l'ambito della propria pratica, indirizzarlo correttamente è la scelta professionale giusta, e il paziente la riconosce a chi l'ha compiuta. Il confronto diagnostico senza trasferimento del paziente resta sempre possibile: in quel caso il paziente rimane interamente in cura presso di Lei.

Vengo informato dell'andamento del trattamento?

Sì. Con il consenso del paziente, riceve la valutazione iniziale scritta e, a conclusione, una relazione clinica documentata con diagnosi, terapia eseguita ed esito. Per i casi inviati come solo confronto diagnostico, il parere scritto è il prodotto stesso della collaborazione.