Studio Calesini · Via della Croce 77, Roma
Un protocollo clinico per la rigenerazione guidata dell'osso e dei tessuti molli perimplantari, sviluppato a Roma e documentato nella letteratura scientifica indicizzata. A cura del Dr. Gaetano Calesini specialista in protesi.
Il Management Tissutale Morfogenico (MTM) è un protocollo clinico per la rigenerazione guidata dell'osso e dei tessuti molli perimplantari. È stato sviluppato a Roma negli anni Novanta dal Dr. Gaetano Calesini e dal Dr. Scipioni, e documentato attraverso articoli pubblicati in riviste scientifiche indicizzate e un testo monografico edito da Quintessenza Internazionale. Il protocollo non è un prodotto né un dispositivo: è un approccio sistematico alla gestione tissutale che governa i tempi chirurgici, il posizionamento implantare, i protocolli di carico e il disegno protesico in relazione al comportamento biologico dei tessuti in trattamento.
L'inserimento di impianti dentali in siti con volume osseo ridotto o con tessuti molli compromessi ha storicamente richiesto procedure preliminari di innesto osseo, intervalli di guarigione e una sequenza di interventi in fasi successive, estesa su uno o due anni prima che il risultato protesico definitivo potesse essere ottenuto. Le procedure di innesto introducono una morbilità chirurgica aggiuntiva, dipendono dalla disponibilità del sito donatore o da materiali sintetici, e comportano il rischio di riassorbimento parziale o totale.
La domanda clinica di fondo che ha motivato lo sviluppo dell'MTM era se la rigenerazione ossea potesse essere guidata attraverso la gestione controllata dei segnali biologici, i fattori morfogenici presenti nella ferita chirurgica, anziché mediante l'inserimento meccanico di materiale da innesto. Il protocollo è emerso dall'ipotesi che l'ambiente biologico stesso, opportunamente gestito, contenga la capacità rigenerativa necessaria per l'esito clinico atteso.
Il protocollo si fonda sul principio che i segnali biologici presenti nella ferita, fattori di crescita, proteine morfogenetiche ossee e cellule capaci di differenziazione osteogenica, possano essere preservati e orientati attraverso la tecnica chirurgica piuttosto che integrati con materiali esogeni. L'approccio chirurgico è progettato per ridurre al minimo la compromissione dell'involucro periostale e proteggere l'ambiente biologico del sito implantare.
Il posizionamento tridimensionale dell'impianto è una variabile funzionale nell'MTM, non solo protesica. Il rapporto tra la piattaforma implantare e la cresta ossea adiacente determina la risposta biologica all'interfaccia. L'MTM specifica criteri di posizionamento progettati per mantenere il livello osseo coronale e favorire nel tempo la formazione di un'architettura tissutale perimplantare biomimetica e stabile.
I tempi e le modalità del carico protesico sono variabili che influenzano la biologia dell'osteointegrazione e la maturazione tissutale. L'MTM include specifici protocolli di carico calibrati in base alla fase rigenerativa dei tessuti perimplantari, evitando interferenze meccaniche nelle fasi in cui il processo biologico è più critico.
I componenti protesici provvisori e definitivi non vengono progettati indipendentemente dal processo di gestione tissutale. Nell'MTM, i contorni protesici, i profili di emergenza e i contatti occlusali vengono pianificati in diretta relazione con l'architettura tissutale in sviluppo, e modificati progressivamente man mano che la maturazione tissutale procede.
Il protocollo MTM è stato applicato a casi con deficit osseo sia in dimensione verticale che orizzontale, a difetti perimplantari conseguenti a fallimento implantare, e a siti che richiedevano gestione dei tessuti molli per esiti perimplantari estetici. Gli esiti documentati includono il riempimento osseo in siti in cui l'innesto sarebbe stato convenzionalmente l'approccio di prima scelta, e un'architettura stabile dei tessuti molli in casi in cui la perdita della papilla interdentale o del volume tissutale vestibolare sarebbe stata attesa.
È altrettanto importante precisare ciò che l'MTM non afferma. La capacità rigenerativa del tessuto biologico è dipendente dal sito. In siti con grave atrofia ossea, pregressa irradiazione, patologia sistemica non controllata o apporto vascolare compromesso, l'ambiente rigenerativo è insufficiente a supportare un approccio senza innesto indipendentemente dal protocollo chirurgico applicato. La selezione del paziente e la valutazione clinica sono prerequisiti per qualsiasi decisione sull'appropriatezza del protocollo in un determinato caso.
L'MTM non è applicabile in tutti i casi clinici, è la valutazione clinica che determina se un approccio, con o senza innesto, sia la scelta corretta per uno specifico paziente.
Il protocollo MTM è stato presentato e documentato attraverso pubblicazioni peer-reviewed in riviste odontoiatriche indicizzate e attraverso un testo monografico pubblicato da Quintessenza Internazionale, uno dei principali editori scientifici europei in protesi e implantologia. Il protocollo è stato presentato a congressi nazionali e internazionali ed è stato incorporato in programmi di formazione post-laurea in protesi implantare.
I casi clinici a supporto del protocollo rappresentano esiti documentati nel corso di anni di follow-up, riflettendo i requisiti di stabilità a lungo termine che distinguono un protocollo documentato da un'innovazione clinica a livello di case report.
PubMed · pubblicazioni peer-reviewed
La descrizione completa del protocollo, le indicazioni cliniche e la documentazione scientifica sono raccolte sul sito ufficiale dedicato all'MTM:
implantologia-biomimetica.com
Sito ufficiale del protocollo MTM · IT / EN
L'indicazione dell'MTM per un determinato caso richiede una valutazione clinica e radiografica. Il protocollo non viene applicato come alternativa predefinita all'innesto: viene applicato quando la valutazione indica che le condizioni biologiche sono appropriate.
Valutazione nello Studio Calesini
Il Dr. Gaetano Calesini valuta i casi che richiedono l'inserimento di impianti in siti ossei compromessi, i casi conseguenti a fallimento implantare con perdita ossea associata, e i casi in cui è stato proposto un innesto osseo convenzionale ma il paziente desidera una valutazione indipendente delle opzioni disponibili. La consulenza include una valutazione clinica e radiografica completa ed un piano di trattamento scritto e motivato clinicamente. Tel. 06 679 2901.
No. L'MTM è applicabile nei casi in cui l'ambiente biologico conserva una sufficiente capacità rigenerativa e la valutazione clinica conferma che un approccio senza innesto è fattibile. I casi con grave atrofia, condizioni sistemiche che compromettono la guarigione o siti con apporto vascolare ridotto possono richiedere l'innesto osseo indipendentemente dal protocollo chirurgico considerato. La selezione del paziente è un prerequisito.
Il protocollo MTM è stato sviluppato a Roma a partire dalla metà degli anni 80 dai Dr.ri Gaetano Calesini e Agostino Scipioni. È stato documentato in pubblicazioni peer-reviewed su riviste scientifiche indicizzate e in un testo monografico pubblicato da Quintessenza Internazionale. Il Dr. Calesini continua ad applicare e ad affinare il protocollo.
La rigenerazione ossea guidata (GBR) utilizza membrane barriera per escludere le cellule non osteogeniche dal sito in rigenerazione e prevede tipicamente il posizionamento di materiale da innesto come scaffold. L'MTM mira a orientare i segnali morfogenici presenti nella ferita chirurgica senza l'aggiunta di materiale da innesto esogeno. I due approcci non si escludono a vicenda e in casi selezionati possono essere combinati, ma seguono premesse biologiche diverse.
Dipende dalle condizioni del sito dopo il fallimento del precedente innesto. Nei casi in cui il volume osseo residuo e la vascolarizzazione tissutale siano adeguati, ed i fattori sistemici siano stati affrontati, il sito può essere valutato per essere trattato con l’approccio MTM. Ogni caso richiede una valutazione clinica e radiografica individuale.