Il Management Tissutale Morfogenico (MTM) è un protocollo clinico per la rigenerazione guidata dell'osso e dei tessuti molli perimplantari. È stato sviluppato a Roma negli anni Novanta dal Dr. Gaetano Calesini e dal Dr. Scipioni, e documentato attraverso articoli pubblicati in riviste scientifiche indicizzate e un testo monografico edito da Quintessenza Internazionale. Il protocollo non è un prodotto né un dispositivo: è un approccio sistematico alla gestione tissutale che governa i tempi chirurgici, il posizionamento implantare, i protocolli di carico e il disegno protesico in relazione al comportamento biologico dei tessuti in trattamento.

Il problema clinico a cui risponde l'MTM

L'inserimento di impianti dentali in siti con volume osseo ridotto o con tessuti molli compromessi ha storicamente richiesto procedure preliminari di innesto osseo, intervalli di guarigione e una sequenza di interventi in fasi successive, estesa su uno o due anni prima che il risultato protesico definitivo potesse essere ottenuto. Le procedure di innesto introducono una morbilità chirurgica aggiuntiva, dipendono dalla disponibilità del sito donatore o da materiali sintetici, e comportano il rischio di riassorbimento parziale o totale.

La domanda clinica di fondo che ha motivato lo sviluppo dell'MTM era se la rigenerazione ossea potesse essere guidata attraverso la gestione controllata dei segnali biologici, i fattori morfogenici presenti nella ferita chirurgica, anziché mediante l'inserimento meccanico di materiale da innesto. Il protocollo è emerso dall'ipotesi che l'ambiente biologico stesso, opportunamente gestito, contenga la capacità rigenerativa necessaria per l'esito clinico atteso.

Principi fondamentali del protocollo MTM

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Gestione dei segnali morfogenici

Il protocollo si fonda sul principio che i segnali biologici presenti nella ferita, fattori di crescita, proteine morfogenetiche ossee e cellule capaci di differenziazione osteogenica, possano essere preservati e orientati attraverso la tecnica chirurgica piuttosto che integrati con materiali esogeni. L'approccio chirurgico è progettato per ridurre al minimo la compromissione dell'involucro periostale e proteggere l'ambiente biologico del sito implantare.

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Posizionamento e disegno implantare

Il posizionamento tridimensionale dell'impianto è una variabile funzionale nell'MTM, non solo protesica. Il rapporto tra la piattaforma implantare e la cresta ossea adiacente determina la risposta biologica all'interfaccia. L'MTM specifica criteri di posizionamento progettati per mantenere il livello osseo coronale e favorire nel tempo la formazione di un'architettura tissutale perimplantare biomimetica e stabile.

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Protocolli di carico controllato

I tempi e le modalità del carico protesico sono variabili che influenzano la biologia dell'osteointegrazione e la maturazione tissutale. L'MTM include specifici protocolli di carico calibrati in base alla fase rigenerativa dei tessuti perimplantari, evitando interferenze meccaniche nelle fasi in cui il processo biologico è più critico.

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Il disegno protesico come strumento biologico

I componenti protesici provvisori e definitivi non vengono progettati indipendentemente dal processo di gestione tissutale. Nell'MTM, i contorni protesici, i profili di emergenza e i contatti occlusali vengono pianificati in diretta relazione con l'architettura tissutale in sviluppo, e modificati progressivamente man mano che la maturazione tissutale procede.

Cosa l'MTM può e non può ottenere

Il protocollo MTM è stato applicato a casi con deficit osseo sia in dimensione verticale che orizzontale, a difetti perimplantari conseguenti a fallimento implantare, e a siti che richiedevano gestione dei tessuti molli per esiti perimplantari estetici. Gli esiti documentati includono il riempimento osseo in siti in cui l'innesto sarebbe stato convenzionalmente l'approccio di prima scelta, e un'architettura stabile dei tessuti molli in casi in cui la perdita della papilla interdentale o del volume tissutale vestibolare sarebbe stata attesa.

È altrettanto importante precisare ciò che l'MTM non afferma. La capacità rigenerativa del tessuto biologico è dipendente dal sito. In siti con grave atrofia ossea, pregressa irradiazione, patologia sistemica non controllata o apporto vascolare compromesso, l'ambiente rigenerativo è insufficiente a supportare un approccio senza innesto indipendentemente dal protocollo chirurgico applicato. La selezione del paziente e la valutazione clinica sono prerequisiti per qualsiasi decisione sull'appropriatezza del protocollo in un determinato caso.

L'MTM non è applicabile in tutti i casi clinici, è la valutazione clinica che determina se un approccio, con o senza innesto, sia la scelta corretta per uno specifico paziente.

Documentazione scientifica

Il protocollo MTM è stato presentato e documentato attraverso pubblicazioni peer-reviewed in riviste odontoiatriche indicizzate e attraverso un testo monografico pubblicato da Quintessenza Internazionale, uno dei principali editori scientifici europei in protesi e implantologia. Il protocollo è stato presentato a congressi nazionali e internazionali ed è stato incorporato in programmi di formazione post-laurea in protesi implantare.

I casi clinici a supporto del protocollo rappresentano esiti documentati nel corso di anni di follow-up, riflettendo i requisiti di stabilità a lungo termine che distinguono un protocollo documentato da un'innovazione clinica a livello di case report.

PubMed · pubblicazioni peer-reviewed

Il sito dedicato al protocollo

La descrizione completa del protocollo, le indicazioni cliniche e la documentazione scientifica sono raccolte sul sito ufficiale dedicato all'MTM:

implantologia-biomimetica.com

Sito ufficiale del protocollo MTM · IT / EN

Visiti il sito MTM →

Quando l'MTM può essere considerato come alternativa all'innesto osseo convenzionale

  • Casi con deficit osseo orizzontale localizzato nella zona estetica in cui un approccio senza innesto è biologicamente fattibile
  • Difetti peri-implantari conseguenti ad un fallimento, in cui l'ambiente tissutale residuo conserva potenziale rigenerativo
  • Pazienti con controindicazioni alla chirurgia del sito donatore o all'utilizzo di materiali da innesto sintetici o di origine animale.
  • Casi in cui un innesto precedente si è parzialmente o totalmente riassorbito e il re-innesto comporta un rischio elevato
  • Casi che richiedono gestione dei tessuti molli perimplantari in cui il trapianto tissutale convenzionale sarebbe indicato

L'indicazione dell'MTM per un determinato caso richiede una valutazione clinica e radiografica. Il protocollo non viene applicato come alternativa predefinita all'innesto: viene applicato quando la valutazione indica che le condizioni biologiche sono appropriate.

Valutazione nello Studio Calesini

Via della Croce 77 · Centro storico di Roma

Il Dr. Gaetano Calesini valuta i casi che richiedono l'inserimento di impianti in siti ossei compromessi, i casi conseguenti a fallimento implantare con perdita ossea associata, e i casi in cui è stato proposto un innesto osseo convenzionale ma il paziente desidera una valutazione indipendente delle opzioni disponibili. La consulenza include una valutazione clinica e radiografica completa ed un piano di trattamento scritto e motivato clinicamente. Tel. 06 679 2901.

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Domande sull'MTM

L'MTM è un'alternativa all'innesto osseo in tutti i casi implantari?

No. L'MTM è applicabile nei casi in cui l'ambiente biologico conserva una sufficiente capacità rigenerativa e la valutazione clinica conferma che un approccio senza innesto è fattibile. I casi con grave atrofia, condizioni sistemiche che compromettono la guarigione o siti con apporto vascolare ridotto possono richiedere l'innesto osseo indipendentemente dal protocollo chirurgico considerato. La selezione del paziente è un prerequisito.

Dove è stato sviluppato l'MTM e da chi?

Il protocollo MTM è stato sviluppato a Roma a partire dalla metà degli anni 80 dai Dr.ri Gaetano Calesini e Agostino Scipioni. È stato documentato in pubblicazioni peer-reviewed su riviste scientifiche indicizzate e in un testo monografico pubblicato da Quintessenza Internazionale. Il Dr. Calesini continua ad applicare e ad affinare il protocollo.

In che cosa si distingue l'MTM dalla rigenerazione ossea guidata (GBR)?

La rigenerazione ossea guidata (GBR) utilizza membrane barriera per escludere le cellule non osteogeniche dal sito in rigenerazione e prevede tipicamente il posizionamento di materiale da innesto come scaffold. L'MTM mira a orientare i segnali morfogenici presenti nella ferita chirurgica senza l'aggiunta di materiale da innesto esogeno. I due approcci non si escludono a vicenda e in casi selezionati possono essere combinati, ma seguono premesse biologiche diverse.

L'MTM può essere applicato in casi in cui un innesto osseo precedente non ha avuto esito favorevole?

Dipende dalle condizioni del sito dopo il fallimento del precedente innesto. Nei casi in cui il volume osseo residuo e la vascolarizzazione tissutale siano adeguati, ed i fattori sistemici siano stati affrontati, il sito può essere valutato per essere trattato con l’approccio MTM. Ogni caso richiede una valutazione clinica e radiografica individuale.