La riabilitazione di un’arcata completa su impianti richiede una pianificazione accurata, la gestione precisa dei tessuti ed una chiara visione protesica fin dall’inizio del percorso terapeutico.
La riabilitazione full-arch (arcata completa) ancorata ad impianti è uno degli interventi più complessi dell’odontoiatria implantologica. Consiste nel ripristino funzionale ed estetico di un’arcata dentale completa o quasi completa, attraverso una protesi fissa supportata da impianti. Quando ben pianificata e correttamente eseguita, produce risultati stabili, funzionali ed esteticamente soddisfacenti. Quando affrontata senza un’adeguata pianificazione, genera complicazioni che spesso sono difficili, o impossibili, da correggere.
Quando è indicata
La riabilitazione full-arch su impianti è indicata in presenza di:
- Edentulismo completo o quasi completo, con perdita di tutti o quasi tutti gli elementi dentari di un’arcata.
- Situazioni di avanzata compromissione di tutti gli elementi presenti, che rende il mantenimento degli elementi residui clinicamente non giustificabile.
- Ritrattamento di pazienti portatori di protesi mobili (protesi totale rimovibile) che non soddisfano le aspettative funzionali del paziente.
- Ritrattamento di riabilitazioni full-arch preesistenti che hanno sviluppato complicazioni come: perdita dei denti o degli impianti di ancoraggio; fratture protesiche; problemi fonetici, masticatori o estetici.
Il protocollo immediato e il protocollo differito
Le riabilitazioni full-arch possono essere realizzate con diversi protocolli temporali. Il protocollo con carico immediato (inserimento della protesi provvisoria nella stessa seduta chirurgica dell’inserimento implantare) è possibile in condizioni di stabilità primaria adeguata e di situazione ossea favorevole. Il protocollo differito prevede, invece, una fase di guarigione prima del carico protesico.
La scelta del protocollo non è dettata dalla preferenza del clinico o dalla richiesta del paziente: è il risultato di una attenta valutazione cliniche fra cui: le condizioni ossee, il numero e la posizione degli impianti necessari per l’ancoraggio protesico, la situazione sistemica del paziente, la qualità dei tessuti molli, ecc…
L’importanza della visione protesica preliminare
Uno degli errori più frequenti nelle riabilitazioni full-arch è affrontare la fase chirurgica senza una pianificazione protesica accurata. La posizione degli impianti deve essere determinata dalla protesi che dovrà supportare, non dal volume osseo disponibile in assenza di pianificazione protesica. Impianti ben osteointegrati in posizioni protesicamente sfavorevoli generano protesi che non funzionano bene e che, soprattutto, rischiano di non durare.
La pianificazione razionale prevede: analisi estetica e funzionale completa, wax-up diagnostico e/o mock-up digitale, guida chirurgica digitale e programmazione della protesi provvisoria prima di iniziare la chirurgia.
La gestione dei tessuti molli
La riabilitazione full-arch non è solo chirurgia ossea e protesi. La gestione dei tessuti molli peri-implantari determina in modo significativo il risultato estetico finale, la facilità di igiene del paziente e la longevità degli impianti. Una protesi full-arch che non consente al paziente di mantenere una corretta igiene peri-implantare è destinata a generare complicazioni biologiche nel tempo.
La profilo emergente della protesi, il rapporto tra protesi e tessuti, la quantità di mucosa cheratinizzata peri-implantare: sono tutti elementi che vanno considerati in fase di pianificazione e che determinano la qualità del risultato a lungo termine.
Il ritrattamento delle riabilitazioni full-arch
Le riabilitazioni full-arch preesistenti che hanno generato complicazioni rappresentano le situazioni cliniche più complesse. La perdita di impianti, le fratture della struttura protesica, i problemi biologici peri-implantari in presenza di protesi full-arch richiedono un’analisi causale dettagliata prima di qualsiasi ipotesi di ritrattamento.
Il team dello Studio Calesini gestisce i ritrattamenti implanto-protesici coerentemente al nostro approccio nelle altre situazioni cliniche: l’analisi causale precede sempre la pianificazione; la pianificazione protesica precede sempre la fase chirurgica.
Riferimenti bibliografici
Toia M et al. Fixed Full-Arch Maxillary Prostheses Supported by Four Versus Six Implants: 5-Year Results of a Multicenter Randomized Clinical Trial. Clin Oral Implants Res. 2025. doi:10.1111/clr.14383. RCT multicentrico a 5 anni: sopravvivenza impianti 99,3% (6 impianti) e 100% (4 impianti). La riabilitazione full-arch è clinicamente predicibile indipendentemente dal numero di impianti di supporto, con risultati comparabili tra i due protocolli.
Gareb B et al. Outcomes of implants placed in sites of previously failed implants: a systematic review and meta-analysis. Int J Oral Maxillofac Surg. 2025. doi:10.1016/j.ijom.2024.10.006. Il fallimento implantare full-arch è trattabile: i siti precedentemente falliti mostrano sopravvivenza del 96,7% a 1 anno dopo re-implantazione, a condizione che i fattori causali siano stati identificati e gestiti.