L’approccio MTM permette di rigenerare osso e tessuto muco-gengivale senza utilizzare materiali esogeni o sintetici. Una differenza clinica e biologica sostanziale per i casi ad alta complessità.

La rigenerazione ossea in implantologia è tradizionalmente associata all’utilizzo di membrane barriera, sostituti ossei particolati e, in alcuni casi, fattori di crescita. Il Management Tissutale Morfogenico (MTM) rappresenta un approccio alternativo, sviluppato a Roma dai Dr.ri Gaetano Calesini e Agostino Scipioni a partire dagli anni Novanta. L’approccio permette di ottenere la rigenerazione tissutale senza utilizzare materiali esogeni.

Il principio biologico

Il termine “morfogenico” deriva dal greco morphe (forma) e genesis (origine). In questo contesto, indica l’induzione della morfogenesi tissutale attivata dal dislocamento controllato dei tessuti osteo-muco-periostali durante il posizionamento degli impianti.

Il concetto fondante dell’MTM è che i tessuti trattati possiedono le risorse biologiche necessarie alla rigenerazione: le cellule staminali multipotenti presenti nel complesso osteo-muco-periostale, attivate dalla procedura chirurgica nelle condizioni appropriate, producono la rigenerazione ossea e muco-gengivale senza necessità di introduzione di materiali di scaffolding, membrane o sostituti ossei artificiali.

In cosa differisce dai protocolli convenzionali

La rigenerazione ossea guidata (GBR) convenzionale prevede l’utilizzo di membrane barriera posizionate sul difetto osseo per escludere l’ingresso di cellule epiteliali e favorire la colonizzazione del coagulo da parte di cellule osteogeniche. Spesso viene associata a riempimento del difetto con osso autologo, eterologo o sostituti sintetici.

L’approccio MTM non utilizza membrane né materiali di riempimento. Il principio operativo è diverso: le tecniche chirurgiche specifiche dell’MTM creano le condizioni ambientali (spazio, vascolarizzazione, stabilità) affinchè i tessuti rigenerino autonomamente, sfruttando la biologia del complesso osteo-muco-periostale.

Vantaggi clinici dell’assenza di materiali esogeni

L’eliminazione dei materiali esogeni non è solo una scelta filosofica: ha conseguenze cliniche misurabili.

  • Assenza di rischio di rigetto o di reazione da corpo estraneo.
  • Riduzione significativa del rischio di infezione del sito operato.
  • Qualità del tessuto rigenerato: l’osso che si forma in tre mesi è totalmente osso nativo del paziente, non osso che ingloba materiali solo parzialmente riassorbibili e che richiede lunghi tempi di maturazione.
  • Riduzione della morbilità post-operatoria rispetto alle procedure di prelievo osseo autologo.
  • Eliminazione dei costi dei materiali, che in alcuni protocolli convenzionali sono considerevoli.
  • Drastica riduzione dei tempi di trattamento totali
  • Una sola fase chirurgica rispetto alle tre (salvo complicazioni) necessarie con l’uso di membrane

Documentazione e diffusione clinica

L’approccio MTM documentato da pubblicazioni su riviste internazionali indicizzate e da un testo monografico pubblicato da Quintessenza Internazionale è oggetto di insegnamento in master post-universitari e programmi formativi post-laurea, ed è attualmente impiegato dai clinici che hanno seguito la formazione specifica sviluppata dai suoi ideatori.

Per approfondire il protocollo MTM, la documentazione scientifica e i casi clinici pubblicati sono disponibili su implantologia-biomimetica.com.

Indicazioni cliniche

L’MTM viene impiegato nei casi in cui sia necessaria una fase rigenerativa ossea o muco-gengivale nell’ambito di un percorso implantare. Le indicazioni includono difetti ossei peri-implantari, siti post-estrattivi con perdita ossea significativa, e situazioni di ritrattamento implantare in cui il sito residuo richiede rigenerazione prima del reinserimento.

La valutazione dell’indicazione è caso-specifica e viene effettuata sulla base della documentazione clinica e radiografica completa del paziente, nell’ambito della pianificazione sequenziale che caratterizza l’approccio dello Studio Calesini.