Nei siti da agenesia con atrofia ossea prevalentemente orizzontale, la domanda non è solo impianto sì o no, ma come ricostruire lo spessore osseo. Le due strade, innesto convenzionale e approccio MTM, partono da premesse biologiche diverse. Qui le mettiamo a confronto in modo trasparente, ricordando che l’MTM è un intervento elettivo, indicato solo dopo valutazione clinica, radiologica e strumentale, e non applicabile in tutti i casi.

Che cos’è l’approccio MTM

Sviluppato a Roma dal Dr. Gaetano Calesini, il Management Tissutale Morfogenico induce la rigenerazione ossea e muco-periostale senza innesti, membrane o materiali eterologhi, orientando i segnali biologici presenti nel sito durante l’inserimento implantare.

Le differenze, aspetto per aspetto

Operativo. Innesto convenzionale: possibile secondo sito chirurgico (prelievo) o uso di biomateriali e membrane. Approccio MTM: nessun prelievo, nessun biomateriale né membrana, si lavora sul sito stesso.

Biologico. Innesto convenzionale: integrazione di materiale esogeno e risposta a materiali eterologhi. Approccio MTM: rigenerazione guidata dai segnali del sito, senza materiali estranei.

Temporale. Innesto convenzionale: spesso sequenza in più tempi, con attese di maturazione dell’innesto. Approccio MTM: in casi selezionati semplifica la sequenza.

Economico. Innesto convenzionale: costi legati a biomateriali, membrane ed eventuale secondo intervento. Approccio MTM: evita quei costi specifici. Nessun prezzo indicato: ogni piano è personale.

Morbilità. Innesto convenzionale: possibile disagio del sito donatore. Approccio MTM: nessun sito donatore.

Prognostico. Innesto convenzionale: esiti documentati e affidabili. Approccio MTM: esiti documentati in follow-up pluriennale; dipende dalla selezione del caso.

Quando non è indicato

L’MTM non sostituisce l’innesto in ogni situazione. In caso di atrofia grave, deficit verticale importante, patologie sistemiche non controllate o apporto vascolare ridotto, la rigenerazione senza materiali può non essere sufficiente, e l’innesto resta la scelta corretta. La distinzione si fa solo dopo la valutazione strumentale, non a priori.

Perché conta nei casi di agenesia

Il sito da agenesia presenta tipicamente proprio quell’atrofia orizzontale in cui l’approccio è pertinente: dove le condizioni biologiche lo permettono, consente di affrontare il deficit evitando prelievi e biomateriali.

Approfondimenti

Riferimenti: ERE technique e rigenerazione del sito edentulo PMID 7751111, 10635173, 18991003, 19244882. Disclaimer informativo. Autore: Dr. Gaetano Calesini, medico chirurgo specialista, Direttore Sanitario Studio Calesini srl.