Quando un dente non si sviluppa, l’osso alveolare che lo avrebbe sostenuto non si forma completamente. Il risultato, nel sito da agenesia, è frequentemente una cresta stretta, con atrofia prevalentemente orizzontale. È la difficoltà tecnica centrale dell’impianto in questi casi: l’osso in spessore può non bastare ad accogliere e a sostenere nel tempo l’impianto.
La via convenzionale: l’innesto
Per recuperare spessore si ricorre tradizionalmente alla rigenerazione con innesto osseo (prelievo autologo da un secondo sito, oppure materiali eterologhi o sintetici) e spesso a membrane. Gli esiti sono documentati e affidabili, ma comportano un secondo sito chirurgico o l’introduzione di biomateriali, una biologia più complessa e tempi più lunghi.
Un’alternativa, in casi selezionati: l’approccio MTM
Il Management Tissutale Morfogenico mira alla rigenerazione ossea e muco-periostale nei casi di atrofia prevalentemente orizzontale, senza innesti, membrane o materiali eterologhi, utilizzando i segnali biologici presenti nel sito durante l’inserimento implantare. Non è una soluzione universale: è un intervento elettivo, indicato solo dopo una valutazione clinica, radiologica e strumentale che confermi condizioni biologiche adeguate. In presenza di atrofia grave, fattori sistemici non controllati o vascolarizzazione compromessa, l’innesto resta indicato.
Le differenze concrete tra le due strade, sul piano operativo, biologico, economico, temporale e prognostico, sono nel pezzo dedicato e sulla pagina dell’MTM in implantologia.
Approfondimenti
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Riferimenti: deficit osseo alveolare PMC11422703; rigenerazione del sito PMID 7751111, 18991003. Disclaimer informativo. Autore: Dr. Gaetano Calesini.