I termini descrivono la stessa famiglia di condizioni in base al numero di denti assenti: ipodontia (da uno a cinque denti mancanti, esclusi i terzi molari), oligodontia (sei o più), anodontia (assenza totale, rara). Nel linguaggio comune si parla di agenesia dentale.

Quanto è frequente

Nelle popolazioni europee la prevalenza dei denti permanenti congenitamente assenti è stimata tra il 3% e l’11%, con valori intorno al 9% in un campione ortodontico italiano. Nella maggior parte dei casi mancano solo uno o due denti.

Le cause

L’agenesia ha una forte componente genetica: deriva da alterazioni dei processi che guidano lo sviluppo del germe dentario, e può ricorrere in famiglia. Sono coinvolti diversi geni dello sviluppo. In alcuni casi l’agenesia, specie l’oligodontia, si associa a condizioni sistemiche dello sviluppo (per esempio displasie ectodermiche) o a situazioni come la labiopalatoschisi.

Perché identificarla conta

Oltre all’aspetto del dente mancante, l’agenesia incide su occlusione, sviluppo osseo del sito e posizione dei denti vicini. Riconoscerla per tempo consente una pianificazione corretta: dalla scelta tra chiusura e apertura dello spazio fino alla gestione del deficit osseo nel sito implantare.

Approfondimenti

Riferimenti: prevalenza campione italiano PMC5641500; ipodontia, eziologia e classificazione PMC5376450. Disclaimer informativo. Autore: Dr. Gaetano Calesini.