I secondi premolari, in particolare quello inferiore, sono gli elementi più colpiti da agenesia. La situazione tipica è quella di un secondo molaretto da latte ancora presente in assenza del premolare permanente sottostante.

Il dente da latte persistente

Se stabile e senza riassorbimento radicolare, può essere mantenuto per anni e rappresenta una soluzione di attesa ragionevole. La sua prognosi a lungo termine, però, va monitorata: con il tempo può andare incontro a riassorbimento o a perdita, e il momento della sostituzione va pianificato, non subito.

Le opzioni alla perdita o all’estrazione

  • Chiusura ortodontica dello spazio, dove l’occlusione lo consente.
  • Impianto singolo, a crescita completata. Il sito del premolare ha spesso volume osseo adeguato in altezza ma può presentare atrofia orizzontale dopo la perdita del dente da latte.
  • Mantenimento programmato del dente deciduo finché clinicamente valido.

Tempi

La scelta dipende dallo stato del dente da latte e dall’età. Pianificare per tempo evita che la perdita avvenga in modo non gestito, con riassorbimento osseo che complica l’eventuale impianto. Quando il sito mostra deficit osseo orizzontale, la gestione senza innesto è approfondita nell’articolo dedicato all’approccio MTM.

Approfondimenti

Riferimenti: PMC5376450; Appl. Sci. 2022, 12, 12252. Disclaimer informativo. Autore: Dr. Gaetano Calesini.