Atrofia ossea ed impianti osteointegrati

By 14 Ottobre 2019Senza categoria
protesi dentale, protesi, dentale, dente, bio, studio , calesini, gaetano calesini, studio calesini, dental, odontoiatria, dentist, dentistry, dentista, impianti, impianto,

Un impianto dentale è un dispositivo protesico fisso, utilizzato per rimpiazzare uno o più denti mancanti o estratti. Inoltre, gli impianti dentali sono di diverse dimensioni e forme, vanno selezionati secondo le particolari caratteristiche di ogni paziente.

Tipi di impianti

Esistono due tipi principali di impianti:

Endostale: sono il tipo di impianto più usato, e sono posizionati nell’osso mascellare. Tipicamente realizzati in titanio e sagomati come piccole viti.

Sottoperiostale: sono posizionati sotto la gengiva e/o sopra l’osso mascellare. E comunemente utilizzato in pazienti che non hanno abbastanza mascella naturale sana e non possono, o non vogliono, sottoporsi a una procedura di aumento osseo per ricostruirla.

Potrebbe interessarvi: “Protesi Dentali: le cose che i pazienti dovrebbero conoscere”

Sfortunatamente, in alcuni casi, l’osso mascellare non è in grado di supportare gli impianti dentali, è occorre utilizzare tecniche per ricostruire l’osso per fornire una solida base per gli impianti

Come è possibile ricostruire l’osso?

  • Una delle tecniche è quella di aumentare l’osso alveolare rigenerandolo localmente mediante materiali additivi naturali o sintetici.
  • Il rialzo del seno mascellare, o elevazione del seno, comporta la rigenerazione ossea all’interno seno mascellare nei casi in cui l’osso naturale sia andato incontro ad atrofia a causa della mancanza di denti nel mascellare superiore.
  • D’altra parte l’espansione morfogenica della cresta atrofica è la tecnica più sicura ed efficace quando il sito edentulo atrofico non è abbastanza largo per contenere gli impianti dentali. Vale a dire che la tecnica non prevede l’uso di alcun materiale estraneo ed utilizza i processi riparativi locali.

Chi decide che tipo di implantologia utilizzare?

Durante le visite odontoiatriche, sarà lo specialista a diagnosticare il tipo di problema e la migliore terapia per il vostro particolare caso.

In ogni caso, dopo la visita, gli esami radiografici 3D permetteranno di analizzare l’anatomia dei mascellari e determinare, prima dell’intervento chirurgico, i siti migliori per il posizionamento dell’impianto ed il tipo di approccio chirurgico più indicato per voi.

Tipi di implantologia dentale:

A seconda dell’anatomia residua dei vostri mascellari e delle vostre aspettative, il dentista può suggerire alcune opzioni di trattamento alternative alla tradizionale procedura di impianto dentale in due fasi.

Potrebbe interesarvi: Nuovo libro del Dott. Calesini.

Mini impianti dentali

(Impianti con piccolo diametro) vengono utilizzati principalmente per stabilizzare le protesi inferiore.

All-on-4

Per arcate complete. Quattro impianti in posizioni strategiche evitano la necessità di innesti ossei. Vengono utilizzati pilastri speciali in modo da poter posizionare una protesi provvisoria fissa nello stesso giorno o nella mattina seguente all’intervento implantare. È una tecnica che richiede una dieta modificata mentre i tessuti gengivali guariscono e l’osso permette l’integrazione degli impianti.

Impianti a carico immediato

Che consentono il posizionamento di uno o più denti provvisori durante lo stesso appuntamento del posizionamento dell’impianto dentale. Questo approccio è indicato solo quando esiste un osso con volumi e qualità adeguati per supportare il posizionamento ed il carico immediato.

Management tissutale morfogenico

È un approccio biomimetico multidisciplinare che compensa i deficit anatomici post-estrattivi ed ottimizza l’integrazione mimetica dei dispositivi implantoprotesici in un’unica seduta chirurgica utilizzando gli impianti ed evitando  di conseguenza il ricorso a membrane, materiali allo plastici e procedure chirurgiche invasive e/o multiple.

Il MTM è fondato su concetti biologici e processi di ingegneria inversa e promuove gli impianti e le componenti protesiche da meri strumenti per l’ancoraggio protesico a eccezionali dispositivi per ottenere sia il ripristino anatomico dei tessuti peri-implantari che la loro stabilità a lungo termine.

È l’approccio che consente la massima integrazione estetica del dispositivo protesico rendendolo realmente indistinguibile da un dente naturale. In conclusione, è una tecnica di elezione per i pazienti con altissime aspettative estetiche.

FONTI:

1. 2. 3.

Leave a Reply

Contatta un operatore